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12 NOVEMBRE 2015
OMS E ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ PRESENTANO IL RAPPORTO DI MORTALITÀ MATERNA

Comunicato stampa:

MORTALITÀ MATERNA: OMS, DAL 1990 AD OGGI QUASI 11 MILIONI DI VITTIME NEL MONDO
IN ITALIA UN TASSO DI MORTALITÀ MATERNA TRA I MIGLIORI A LIVELLO GLOBALE

L’Organizzazione Mondiale della Sanità presenta oggi il Rapporto Globale sulla Mortalità Materna e scatta una fotografia del fenomeno negli ultimi 25 anni. Ridotta la mortalità del 44% a livello globale, ma in Africa Subshariana muoiono ancora 546 donne ogni 100 000 nascite. Italia nella top ten mondiale per basso tasso di mortalità materna, esempio di eccellenza tra i Paesi del G7.

A livello globale, negli ultimi 25 anni, quasi 11 milioni di donne hanno perso la vita per dare alla luce il loro bambino o per complicanze durante la gravidanza, una cifra pari alla somma degli abitanti di Londra e Berlino. Ma una buona notizia c’è. Nel mondo, la mortalità materna si è ridotta di quasi il 44% negli ultimi 25 anni, passando dalle 532 mila vittime del 1990 a 303 mila di quest’anno, con un rapporto globale stimato di 216 morti materne ogni 100 mila nascite, in netto calo rispetto al 1990 che quando si attestava a 385. E’ quanto è emerso dal Rapporto Globale sulla Mortalità Materna realizzato dall’Organizzazione Mondale della Sanità in collaborazione con UNICEF, UNFPA, Banca Mondiale e la Divisione Popolazione delle Nazioni Unite, presentato oggi presso l’Istituto Superiore di Sanità, e che scatta una fotografia dei progressi compiuti nell’ambito degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio. La riduzione drastica della mortalità materna avvenuta anche in Italia la colloca nella top ten mondiale dei Paesi con i più bassi tassi di mortalità materna, con un numero di 4 morti materne ogni 100mila nascite tra i migliori al mondo ai livelli di Francia, Inghilterra, Germania e Stati Uniti.
“Gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio hanno innescato degli sforzi senza precedenti per ridurre la mortalità materna e abbiamo fatto un importante passo avanti” ha dichiarato Flavia Bustreo Vice Direttore Generale, Salute della Famiglia, delle Donne e dei Bambini dell’OMS. “Negli ultimi 25 anni, globalmente siamo riusciti quasi a dimezzare il rischio di una donna di morire per cause legate alla gravidanza. Ma questo non è sufficiente. L’Italia, che ha raggiunto uno dei risultati tra i migliori al mondo per la salute materna grazie ad un sistema sanitario efficiente e agli screening durante tutta la gravidanza, può giocare un ruolo chiave sia nel contesto del prossimo G7, che nell’impegno preso dal Premier Matteo Renzi in materia di cooperazione internazionale per sostenerci nel porre fine entro il 2030 a queste morti evitabili”.
Il raggiungimento di questo obiettivo richiede un grande impegno, nei prossimi 15 anni, anche nella formazione di ostetriche e operatori sanitari soprattutto nei Paesi in cui il tasso di mortalità materna è ancora elevato.
“L’Italia è onorata di ospitare la conferenza sul rapporto globale di mortalità materna dell’OMS, non solo per la storica collaborazione che abbiamo da anni con la più prestigiosa organizzazione mondiale in tema di salute e sanità – ha dichiarato Walter Ricciardi Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità – ma anche perché ci offre l’occasione di accendere i riflettori su una sanità buona come quella che fa del nostro sistema di sorveglianza un’eccellenza e un modello per tutto il Sud dell’Europa. Un sistema che, in linea con gli obiettivi dell’OMS permette l’aggiornamento continuo dei professionisti sanitari e la razionalizzazione dell’assistenza al fine di prevenire le morti evitabili”.

DOVE LA GRAVIDANZA È ANCORA UN RISCHIO PER LA VITA
Nel mondo, nonostante gli sforzi, infatti, solo 9 Paesi (Bhutan, Capo Verde, Cambogia, Iran, Repubblica Democratica Popolare del Laos, Maldive, Mongolia, Ruanda e Timor Est) hanno raggiunto l’obiettivo di ridurre la mortalità materna di almeno il 75% entro il 2015. E nonostante i progressi, in alcuni di questi Paesi i tassi di mortalità materna rimangono superiori alla media globale. “Come abbiamo visto con tutti gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio relativi alla salute, il rafforzamento del sistema sanitario deve essere integrato ad altre azioni per ridurre la mortalità materna – ha spiegato Flavia Bustreo – L’educazione delle donne e delle ragazze, in particolare di coloro che vivono ai margini della società, è la chiave per la sopravvivenza loro e dei loro figli. L’Istruzione è l’unica leva che fornisce loro le conoscenze base per cambiare pratiche tradizionali che mettono in pericolo la vita sia loro che dei loro figli.”
Ed è nei Paesi in via di sviluppo che si registra il 99% delle morti materne di tutto il mondo, Il 66% dei casi nella sola Africa sub-sahariana, nonostante si sia comunque registrato un miglioramento importante con il 44% di morti materne in meno dal 1990 ad oggi, passando da 987 a 546 ogni 100 mila donne. In Asia orientale si registra il miglior risultato per la salute materna: il tasso di mortalità è sceso drasticamente del 72%. Mentre nelle regioni sviluppate, il tasso di mortalità materna è sceso del 48% tra il 1990 e il 2015 (passando da 23 a 12 casi ogni 100 000).
“Per aiutare i Paesi a raggiungere l’ambizioso obiettivo di porre fine alle morti materne evitabili entro il 2030, l’OMS ha presentato da poco la nuova Strategia Globale per la salute delle donne, dei bambini e degli adolescenti lanciata dal Segretario Generale delle Nazioni Unite all’Assemblea Generale lo scorso Settembre 2015. La risposta da parte dei paesi ed altri stakeholder della comunità internazionale è stata immediata e forte, con un impegno iniziale del valore totale di 25 miliardi di dollari. Il nuovo obiettivo è la riduzione dei decessi materni a meno di 70 ogni 100 000 nascite e per raggiungerlo tutti i Paesi dovranno andare avanti ad un ritmo ancora più veloce portando il tasso di riduzione della mortalità materna annuo da 2,3% a 7,5%” commenta Flavia Bustreo. I progressi ottenuti sino ad ora sono dovuti, in parte, a un migliore accesso degli interventi semplici, ma efficaci, come l’assistenza prenatale e l’assistenza qualificata durante e immediatamente dopo il parto. Garantire assistenza qualificata durante la gravidanza e al momento della nascita permette di ridurre il rischio di infezione, così come la somministrazione dell’ossitocina immediatamente dopo il parto per ridurre il rischio di emorragie. Monitorare la gravidanza permette di individuare e affrontare i casi potenzialmente mortali come l’ipertensione indotta, in molti casi, dalla gravidanza stessa.

SALUTE DI DONNE E BAMBINI: LA NUOVA STRATEGIA GLOBALE PER IL 2030
In linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, la nuova Strategia Globale propone la realizzazione di programmi che siano pensati, guidati e compiuti dagli stessi Paesi e resi concreti attraverso investimenti sostenibili. Allo stesso tempo, chiede la realizzazione di sistemi sanitari più solidi, dotati di personale qualificato e capace di dare un servizio alla popolazione che sia adeguato e di qualità. Chiede che tutte le donne, i bambini e gli adolescenti abbiano pieno accesso ai servizi di prevenzione, alle cure e al trattamento ovunque ne abbiano bisogno nel mondo e in qualsiasi momento. E perché questo possa realizzarsi chiede alla comunità internazionale e ai paesi di realizzare approcci innovativi al finanziamento, allo sviluppo dei prodotti e ad efficienti servizi sanitari e promuovere in tutto il mondo la prevenzione.
“L’obiettivo di porre fine alla mortalità materna entro il 2030 è un traguardo ambizioso e realizzabile a condizione che raddoppino anche i nostri sforzi – sostiene Flavia Bustreo. Per questo è stata lanciata la piattaforma Global Financing Facility (GFF) per il finanziamento e il sostegno di Every Woman Every Child e il raggiungimento degli Obiettivi di Salute e Sviluppo Sostenibili per la salute di donne, bambini e adolescenti”
Sarà anche importante concentrarsi sugli altri problemi di salute che possono influenzare la salute materna. Da un’analisi dell’OMS del 2014 sui dati provenienti da 115 paesi emerge che le condizioni mediche preesistenti come il diabete, la malaria, l’HIV, l’obesità hanno causato il 28% delle morti materne.

L’IMPORTANZA DEI SISTEMI DI RACCOLTA DATI
Le stime 2015 del Rapporto Globale sulla Mortalità Materna presentano gli enormi progressi compiuti verso il 5 Obiettivo Sviluppo del Millennio per la riduzione della mortalità materna. Il Rapporto mette in luce un forte calo della mortalità materna nel corso degli ultimi 25 anni. Allo stesso tempo, emerge come i Paesi stiano facendo un lavoro importante nella raccolta di dati che comprende le nascite, le morti e le cause di morte per capire perché, dove e quando le donne muoiono e che cosa si può fare per prevenirne la morte. Dal 2012, l’OMS, l’UNFPA e i partner hanno sviluppato un sistema di monitoraggio sulla morte materna, per notificarne e indentificarne cause e mettere in atto i migliori metodi di prevenzione.

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