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21 MAGGIO 2014
LA PRIMA COLAZIONE FA BENE ALLA FAMIGLIA. INC PRESENTA A MILANO LA NUOVA RICERCA DOXA/AIDEPI

 

Comunicato stampa:

LA PRIMA COLAZIONE? FA BENE ALLA FAMIGLIA 1 VOLTA SU 3 CI SI RIUNISCE AL GRAN COMPLETO E’ IL PASTO SIMBOLO DEL DIALOGO TRA GENITORI E FIGLI

Un’indagine dell’Osservatorio Doxa-AIDEPI “Io comincio bene” – ideato per monitorare la colazione e i suoi cambiamenti nel tempo – fotografa il primo e fondamentale pasto della giornata della famiglia italiana. La buona notizia è che rispetto allo scorso anno cala drasticamente (dal 16 al 5%) il numero dei ragazzi che la saltano. Anche grazie all’esempio dei genitori: se loro fanno colazione aumenta del 50% la propensione dei figli a farla…Genitori e figli legati anche da un feeling generazionale tanto che 8 volte su 10 mangiano gli stessi prodotti e perfino le stesse marche.

La prima colazione in famiglia è e resta uno dei simboli dell’identità familiare. Un vero e proprio rito che nonostante impegni e orari diversificati, resiste, al pari del pranzo della domenica, a ogni cambiamento sociale. E’ quanto emerge dall’indagine La prima colazione in famiglia? Fa bene alla famiglia ” realizzata dal neonato Osservatorio Doxa-AIDEPI “Io comincio bene” che fotografa gli atteggiamenti di 9 milioni di nuclei familiari, quelli con bambini e ragazzi tra i 5 e i 24 anni (37% del totale della popolazione). Oggi 1 famiglia su 3, praticamente ogni giorno, si riunisce al gran completo a colazione e 1 su 2 consuma questo pasto almeno in presenza di un genitore.
Esiste infatti un vero e proprio “fattore famiglia” che influenza, positivamente, l’approccio al primo pasto della giornata. Quando la si vive con i propri parenti, ad esempio, la prima colazione non la salta quasi nessuno: il 91% dei componenti la fa, si cerca di farla durare un po’ più a lungo (35%, che secondo i ragazzi sale al 64%), si preferisce godersela a casa (scelta condivisa dall’84%), mangiando quasi sempre (8 volte su 10) gli stessi prodotti o addirittura le stesse marche all’interno del nucleo familiare.
A servirla sono spesso i genitori (quasi sempre la mamma) ma anche i ragazzi sono abituati (37%) a prepararsi da soli quello che serve. Quando si è insieme a colazione, la tv resta un po’ più spenta (22% dei casi contro il 30% delle media nazionale) e 3 volte su 4 (76% dei casi) è l’occasione ideale – una delle poche nel corso della giornata – per dialogare.

“La collaborazione tra Doxa e Aidepi – commenta Mario Piccialuti, Direttore Aidepi (Associazione industrie del dolce e della pasta italiane) – ha dato vita a questo inedito strumento d’osservazione sul primo pasto della giornata. Un tassello che s’inserisce in un percorso avviato lo scorso anno con la realizzazione di una prima ricerca su come è cambiata la colazione negli ultimi 10 anni e che è parte di una campagna di comunicazione che vive su un blog – www.iocominiciobene.it – dedicato a raccontare a 360° il mondo della prima colazione in tutti i suoi aspetti, emotivi e nutrizionali.”

ADOLESCENTI: SI ALLA COLAZIONE, SOLO IL 5% LA SALTA (ERA IL 16% NEL 2013)
Ma torniamo ai risultati dello studio. Una buona notizia viene anche dai dati sul consumo del primo pasto della giornata da parte dei ragazzi: i giovani (15-24 anni) che saltano la prima colazione scendono dal 16% al 5% rispetto allo scorso anno. Ottimo anche il comportamento dei bambini (5-14 anni) che fanno colazione in blocco (93%).
Un segnale incoraggiante – commenta Pietro Migliaccio, nutrizionista e Presidente della SISA (Società Italiana di Scienza dell’Alimentazione) – di cui non possiamo che essere felice. Le ragioni di questo risultato sono riconducibili da un lato ad un’offerta sempre più ampia, che invoglia anche i giovani a consumare in casa il primo pasto della giornata, dall’altro ad una attività di comunicazione che il mondo scientificoda anni porta avanti per ribadire l’importanza di nutrirsi correttamente fin dal mattino.”

L’EFFETTO POSITIVO DELL’ESEMPIO DEI GENITORI…
L’esempio conta (e tanto): se i genitori fanno colazione aumenta del 50% la propensione di tutti i figli a farla (si passa dal 56% delle famiglie dove l’adulto non fa colazione all’80% di quelle in cui i genitori la fanno), e diminuisce di oltre il 50% (scendendo dal 26% all’11%) il numero di quanti non la fanno mai.
“L’esempio è fondamentale e non sfugge ai più piccoli – commenta la psicologa Viviana Finistrella – parliamo di effetto ‘modeling’: dati sperimentali dimostrano che il comportamento dei genitori, ripetuto con una certa costanza, induce bambini e ragazzi al cambiamento. Al contrario ‘dire’ e ‘chiedere’ spesso provoca l’effetto opposto, soprattutto negli adolescenti”.

LA COLAZIONE IN FAMIGLIA FA BENE AL DIALOGO…
Quando si fa colazione in famiglia, questo è uno degli elementi più interessanti emersi nel corso dell’indagine, ci si apre volentieri al dialogo: dichiarano di parlare spesso o a volte il 76% degli italiani (un po’ meno, 68%, i ragazzi). Più silenzioso il Nord Ovest (67%), e molto più propensi alle chiacchiere, nel Sud e nelle Isole (81%).

E di cosa si parla, quando si parla a colazione? Di cose molto pratiche: al primo posto (58%) figura la pianificazione degli impegni della giornata, al secondo (22%) la scuola o l’asilo, poi seguono argomenti vari/di tutto un po’ (13%) e il lavoro (9%) o i problemi familiari (6%)… Assolutamente tabù le notizie di politica e attualità, sport, cultura e amici (tutti con uno striminzito 2-4%).
E’ un dato eccezionale – commenta Viviana Finistrella, psicologai momenti di incontro in famiglia sono sempre più ridotti e frammentati, e ritrovarsi insieme al mattino ha un valore straordinario perché consente di creare un’oasi di positività e benessere prima di immergersi ognuno nei propri impegni (e problemi) quotidiani. Riuscire a ritagliarsi un momento di serenità prima di iniziare la giornata consente infatti di affrontare meglio tutti gli stress che attendono piccoli e grandi, dall’interrogazione al lavoro. Attenzione però a non toccare argomenti stressanti e non ridurre il dialogo alle sole ‘informazioni di servizio’, è importante sfruttare quest’occasione per far percepire a bambini e ragazzi il proprio interesse per le loro attività ed augurarsi reciprocamente una buona giornata”.

… E FA BENE ALLA SALUTE
Un rito, quello
della colazione, che, viene ribadito quasi ogni giorno da una nuova ricerca, giova anche alla salute di tutti i componenti della famiglia e in particolare dei bambini e dei ragazzi. Ultimo, in ordine di tempo e di prestigio, quello pubblicato nell’ottobre scorso sul “Journal of the Academy of Nutrition and Dietetics”, realizzato su un campione di 2.800 studenti di 14 anni di Minneapolis, che ha ribadito che chi fa colazione a casa, in famiglia, con maggiore frequenza ha un peso e uno stile alimentare migliore dei coetanei che non fanno colazione o non la fanno insieme ai propri genitori. Solo il 5% dei bambini normopeso, infatti, salta la colazione, rispetto al 23% (5 volte tanto) di quelli in sovrappeso o obesi.

IL MENU DELLA COLAZIONE: la marca FILO CONDUTTORE TRA GENITORI E FIGLI
Chi decide cosa si mangia a colazione? I figli! Bambini e ragazzi hanno infatti una loro autonomia e 7 volte su 10 decidono loro cosa mangiare in questo momento della giornata. E se a pranzo o a cena ci si imbatte nella classica contrapposizione verdure/patatine fritte, a colazione sembra si incontrino i gusti di tutta la famiglia e quasi 8 volte su 10 (77%) si mangiano infatti gli stessi prodotti e/o le stesse marche: un modo, anche questo, per creare un filo che lega – oltre al dialogo – generazioni diverse.
Tra i prodotti preferiti i biscotti figurano al primo posto per tutti, con i genitori al 57% e i figli (sia 5-14enni che 15-24enni) al 66%. Sulle altre scelte invece si fanno sentire le differenze generazionali: i bambini mettono più in alto di tutti cereali/muesli a pari merito con merendine/brioche/croissant confezionati (17%), subito dopo pane/fette biscottate con marmellata e creme spalmabili alla nocciola (15%). Diversa la scelta dei ragazzi un po’ più grandi. Per loro i cereali/muesli arrivano al 13%, pane/fette biscottate con marmellata/creme spalmabili alla nocciola al 10% e merendine/brioche/croissant confezionati a 6%. Frutta e yogurt figurano, più indietro per entrambi, attorno al 3%.
Per i genitori, infine, troviamo un profilo ancora diverso: dopo i biscotti al 57%, troviamo pane/fette biscottate con marmellata o crema spalmabile alla nocciola (16%), poi merendine/brioche/croissant confezionati al 14%, cereali e muesli al 10%, con frutta fresca e yogurt entrambi al 5%.

LATTE CALDO AMATO DA GRANDI E PICCOLI
Il latte caldo è la bevanda principe della colazione in famiglia: per i bambini è praticamente l’unica, con l’80% dei 5-14 che lo scelgono (a seguire con 6%, succhi /spremute e 5% caffelatte/cappuccino o tisane/the). La percentuale del latte scende al 54% per i ragazzi (seguono caffelatte/cappuccino al 22%, caffè al 16% e tisane/the al 13%). Gli adulti mettono sempre al primo posto il latte (36%), secondo posto per il caffè(33%),seguito da caffelatte/cappuccino (26%) e tisane/the (16%)

Dal punto di vista del menù afferma il Prof. Migliaccio – l’approccio delle famiglie alla prima colazione è corretto: si scelgono prodotti come biscotti, fette biscottate, pane e marmellata o creme spalmabili, oppure ci si indirizza verso i cereali. Questi alimenti stimolano la sintesi di un neurotrasmettitore cerebrale, la serotonina, attivato appunto dagli zuccheri e dotato di effetti rilassanti sul sistema nervoso. In poche parole latte, biscotti e altri prodotti da forno danno una sensazione di calma, benessere, e migliorano l’umore. Le quantità di alimenti da consumare dovranno, invece, essere adattate all’età, al sesso, alla costituzione fisica, al tipo di attività che si svolge durante la giornata, al tipo di lavoro e/o sport che si pratica. Bene anche la scelta del latte, importante fonte di calcio. Unico aspetto da migliorare è la varietà: nessun alimento fornisce tutti i nutrienti di cui abbiamo bisogno, per cui è fondamentale variare quanto più possibile e compiere scelte diverse, anche a colazione.

 

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