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15 OTTOBRE 2014
UNHCR CONFERMA INC COME AGENZIA DI PR. SI PARTE CON LA CAMPAGNA SULLA EMERGENZA IN IRAQ

 

Comunicato stampa:

IRAQ: 1.8 MILIONI DI PERSONE COSTRETTE A LASCIARE LE PROPRIE CASE. UNHCR: “UN ESODO BIBILICO”. AL VIA CAMPAGNA URGENTE DI RACCOLTA FONDI

L’appello dell’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati in favore degli sfollati e dei rifugiati iracheni. Le priorita’: costruire 11 campi rifugiati in Iraq e nei Paesi confinanti e fornire alloggi sicuri, cibo e medicine. 

In Iraq sono attualmente 1,8 milioni gli sfollati e i rifugiati costretti ad abbandonare le proprie case a causa del conflitto e delle violenze in corso nell’area. Almeno 850 mila hanno trovato rifugio nel Kurdistan iracheno e gli altri si trovano sparsi tra il centro e il sud dell’Iraq.  Alla popolazione irachena in fuga per salvarsi la vita, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) dedica una campagna di sensbilizzazione e raccolta fondi.

Strappati alle proprie case e ai propri affetti, traumatizzati dalle violenze dell’Isis e dagli stenti, i rifugiati che riescono a raggiungere i campi in Iraq tra Erbil e Dohuk nel nord del Paese arrivano stremati, disidratati, malnutriti, vittime di ogni genere di violenza. Hanno bisogno di tutto: un alloggio sicuro, coperte, acqua e cibo – dichiara Carlotta Sami portavoce dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati appena rientrata da Erbil. Quello a cui stiamo assistendo continua – è un esodo biblico. Decine di migliaia di iracheni disperati sono costretti a una fuga continua ogni volta che cambiano le linee del fronte nel conflitto. Abbiamo già dato sostegno concreto a 52 mila famiglie, ma non basta. Quest’emergenza umanitaria sta richiedendo infatti una delle nostre piu’ grandi operazioni umanitarie degli ultimi 10 anni, per farvi fronte abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti”.

Data l’escalation del conflitto, la maggior parte degli sfollati non può fare ritorno nelle zone di provenienza. La maggior parte degli iracheni in fuga dichiara di essere scappato per paura degli attacchi e degli attentati da parte dell’ISIS. Dopo aver camminato per giorni in condizioni disumane, senza cibo né acqua, sono tante le donne vittime di stupro e tanti i ragazzi e gli uomini assassinati o rapiti. Chi si mette in salvo, racconta l’orrore di case bruciate, di conversioni forzate all’Islam, di timori per i matrimoni forzati, di rapimenti e di minacce pubbliche. Vivono in alloggi di fortuna che si sono costruiti da soli, centri collettivi, edifici in costruzione, moschee e scuole, compromettendo così anche  l’anno scolastico di decine di migliaia di bambini.

I bisogni immediati sono cibo, acqua, servizi igienici, alloggi e beni come materassi, coperte e stoviglie. L’obiettivo dell’UNHCR è la costruzione di 11 nuovi campi rifugiati. Ne sostiene già altri 4 campi attrezzati con tende e beni di prima necessità. Sono già arrivati ad Erbil numerosi aiuti tramite voli, navi cargo, e convogli via terra, che hanno consentito l’arrivo di tonnellate di beni distribuiti in tutto il paese. L’UNHCR ha fornito beni di prima necessità e alloggio a più di 300.000 persone (52.000 famiglie) in Iraq e in previsione dell’inverno, sta potenziando l’arrivo e distribuzione di abbigliamento caldo, scarpe invernali, coperte, stufe, e mettendo in piedi un sistema di distribuzione di denaro presso i punti dove vengono registrati gli sfollati. Inoltre, per garantire protezione alla popolazione irachena, l’UNHCR sta raccogliendo le denunce e i racconti di chi ha subito violazioni, oltre alla registrazione degli sfollati, che quasi sempre sono fuggiti senza documenti.

Per sostenere le operazioni di emergenza dell’UNHCR in Iraq dona al ccp 298000 Causale (Crisi Iraq), oppure chiama l’ 800.897.888 o vai su www.unhcr.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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